Lo yak è un grande bovide che vive nel nord del Tibet e nelle regioni montagnose della Cina, sopravvive a temperature molto basse e ad altitudini ragguardevoli, tra i 4000 e i 6000 metri. Cammina esclusivamente su due unghie,  alla spalla, è alto tra i 150 e i 200 cm e pesa tra i 300 kg femmine, sino agli 800 kg i maschi. Le corna sono rivolte in alto e indietro, lunghe circa 50 cm nella femmina e 80 cm nel maschio. La gestazione dura tra i 250 ed i 300 giorni.
 
Ha folto e caldo mantello, indispensabile per sopravvivere alle gelide temperature delle alte quote Tibetane, perchè funge da termoregolatore della temperatura.
Il pelame è formato da lunghi e grossi peli e da un fitto e morbido piumino sottostante;  il colore varia dal nero al marrone scuro, con sfumature più chiare talvolta biancastre in prossimità del muso. Gli yak che vivono a quote elevate sviluppano un pelame molto folto e lungo che spesso sfiora il terreno.
 
La raccolta della fibra si ottiene tramite pettinatura del vello che perdono in mute annuali, si pratica nel rispetto degli animali e della natura. In Primavera, quando il pelo è più folto e forte, si pettina  la pancia e la parte inferiore dell’animale, da cui si ottengono circa 100 gr di  pelo. Il materiale viene stoccato in grandi sacchi, venduto ed immesso nel ciclo produttivo dove diventerà fibra tessile.
 
Si procede  alla cernita, per eliminare a mano le fibre più grossolane e classificarle per finezza e colore, un lento e paziente lavoro eseguito da personale qualificato. La fibra viene battuta per togliere le parti terrose e lavata.
 
Si esegue quindi la degiarratura che consiste nel separare il fine e morbido sottomanto dai peli grossi che formano il manto esterno dell’animale.
 
Ora la fibra è pronta per essere lavorata e, dopo una lunga e attenta lavorazione, trasformata in morbide e calde coperte.